è una malattia molto diffusa in tutto il mondo e la sua prevalenza è in continua crescita (si prevedono per il 2030 quasi 600 milioni di pazienti al mondo). La classificazione ufficiale identifica il diabete di tipo 2 come un difetto della secrezione insulinica, che può progressivamente peggiorare nel tempo e che si instaura su una condizione preesistente di insulino-resistenza (resistenza periferica all’azione dell’insulina e specificatamente nel fegato nel muscolo e nel tessuto adiposo).
La causa all’origine del diabete 2 è ancora sconosciuta, ma riconosce origine poligenica e multifattoriale, tanto da non essere considerata una unica malattia ma un insieme di differenti sindromi. Il rischio di sviluppare la patologia aumenta con l’età (generalmente si manifesta in età adulta, dopo i 30-40 anni), con la presenza di obesità e con la mancanza di attività fisica, ma viene anche diagnosticata nei bambini e negli adolescenti. La familiarità per la patologia sembra giocare un ruolo importante: circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha infatti parenti di primo grado (genitori o fratelli) affetti dalla stessa malattia.
Il mio approccio nutrizionale al Diabete di tipo 2
Hai il diabete di tipo 2 e ti senti bloccato?
Ti hanno detto di seguire una dieta, prendere farmaci, “dimagrire”… ma non ti senti seguito davvero?
Il diabete tipo 2 è una condizione cronica, sì, ma non è una condanna.
In molti casi, un percorso nutrizionale su misura può portare a:
migliorare la glicemia e i parametri clinici
perdere peso senza restrizioni estreme
ridurre (con il medico) i farmaci nel tempo
sentirsi più energici, più padroni della propria salute
Nel mio lavoro con pazienti diabetici in sovrappeso, uso un metodo che parte da una semplice verità: ogni persona ha bisogno di un piano personalizzato, realistico e sostenibile.
Se anche tu vuoi migliorare, ma senza sentirti giudicato o “a dieta per sempre”, possiamo parlarne.
Un piccolo cambiamento, guidato con competenza e rispetto, può davvero cambiare il tuo futuro.

